MICROPROGETTO di “CO-HOUSING per GENITORI-SOLI”

MICROPROGETTO di “CO-HOUSING per GENITORI-SOLI”

MICROPROGETTO  di  “CO-HOUSING per GENITORI-SOLI”

L’Associazione DOMOmia insieme al Servizio Sociale della Provincia di Pesaro, hanno avviato nel 2012 una ricerca sulle condizioni abitative delle donne sole del servizio “madri con figli riconosciuti da un solo genitore” di Pesaro, rilevando fra le tante cose che, questi genitori soli pagano affitti da capogiro e sono costretti a chiedere contributi ai comuni che purtroppo utilizzano un fondo regionale per sostenerle e…. purtroppo il fondo regionale ogni anno diminuisce e il numero di richiedenti aumenta e quindi diminuisce la possibilità di accedervi e non solo… “la beffa finale è che tale contributo arriva ben un anno dopo e magari di 500,00 euro totali per un anno intero!” (sono le parole delle donne…).

Dopo 2 anni le situazioni sono peggiorate, non da ultimo l’abolizione delle Provincie che, a causa della male gestione sulla transizione di competenze, ora ci si ritrova con ancora meno fondi disponibili.

Dall’ultimo censimento ISTAT 2011 (dati provvisori) il Totale di abitazioni a Pesaro erano 176.985 di cui 145.022 occupate da residenti e 31.963 non occupate   pari al 22%

Ci CHIEDIAMO, viste le tante case sfitte che ci sono nella nostra Provincia, se fosse almeno possibile ragionare su un loro UTILIZZO SOLIDALE magari accompagnato da interventi specifici dell’Ente pubblico come per es.:

  • uno sgravio IMU per le seconde case impegnate nel progetto Co-Housing-Genitori-Soli affinché la casa si possa rendere disponibile per il mercato di affitto solidale;
  • una assicurazione a copertura degli eventuali danni alle abitazioni;

Cosa chiediamo quindi:

di avere a disposizione casolari, case e appartamenti di qualsiasi metratura da mettere a disposizione del progetto “Co-Housing Genitori-Soli” a diverse condizioni:

  • gratuitamente (per chi decide di dare in comodato all’associazione abitazioni inutilizzate a costo zero per tempi definiti;

  • a pagamento ma a prezzi ribassati rispetto ai costi di mercato, definendo uno specifico accordo territoriale con le 00.SS. volto al contenimento dei prezzi (utilizzando semmai la formula dei cd canoni agevolati), allo scopo di ridurre la % di incidenza sui redditi;

  • di poter usufruire di una polizza assicurativa con copertura costi a carico degli enti pubblici di residenza del nucleo famigliare che possa coprire gli eventuali danni arrecati dal conduttore;

  • di una sostanziale riduzione o cancellazione dell’IMU da parte dei Comuni per i proprietari di seconde case che vengono messe a disposizione di questo progetto.

Gli appartamenti saranno messi a disposizione primariamente in Co-Housing per poter condividere costi tra più madri sole con figli;  ma anche per poter sostenere progetti di “vicinanza di vita”.

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Parliamo di HOUSING SOCIALE

Parliamo di HOUSING SOCIALE

Perché si parla tanto di Housing Sociale?

Perché gli strumenti tradizionali dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) faticano a produrre risposte adeguate!

Ad oggi la domanda di case si è trasformata molto, diventando sempre più complessa e articolata nelle richieste di domande abitative atipiche (causa forte aumento di single, anziani soli, famiglie moncasa biancao-genitoriali, immigrati, lavoratori temporanei, studenti fuori sede, ecc); vi è anche un aumento esponenziale riguardo l’emergenza casa per nuove fasce della popolazione intermedie, fino a pochi anni fa non toccate da questo tipo di disagio e, a causa delle sempre più crescenti difficoltà di coloro che non sono in condizione di accedere a un mutuo, aumenta la necessità di incrementare la disponibilità di alloggi in affitto a canone calmierato.

In questo scenario è cresciuto e sta crescendo sempre più l’interesse per l’Housing Sociale, anche perché da alcuni anni è iniziata, fra molte persone “critiche”, una riflessione sul bisogno di vivere in modo più Sostenibile, in case costruite in maniera più vivibili utilizzando materiali più “naturali” (vedi Bioedilizia); in grado di offrire integrazione tra i servizi abitativi e quelli sociali.

Per cui definire l’Housin Sociale non è cosi semplice, è alquanto complesso, in quanto già nei vari paesi europei dove sono più avanti che da noi in Italia, ne vengono adottate varie definizioni a seconda delle fasce sociali a cui è dedicato; dal metodo di costruzione e risparmi energetici utilizzati per il rispetto ambientale ed il riciclo; dalle modalità di finanziamento dei progetti; dalle forme di possesso degli alloggi; dalla progettazione degli spazi in comune e del  loro modo di utilizzo; dalla gestione più o meno partecipativa.

L’importanza di creare Sostenibilità “circolare”

L’importanza di creare Sostenibilità “circolare”

La crisi attuale è sempre più drammatica e anche nella Provincia di Pesaro/Urbino si assiste a un crescente numero di famiglie alle prese con uno stipendio che non c’è, o non basta più: persone che non riescono a pagare le bollette, i quaderni per i figli, le cure mediche, il mantenimento di un automezzo, nemmeno il cibo e che, sempre più spesso si sono ritrovate con uno sfratto; Famiglie per cui il futuro appare difficile.

Servono risposte straordinarie e la solidarietà di tutti.

L’importanza di creare Sostenibilità “circolare” diventa vitale…

Ormai è universalmente comprovato che è il modello gestionale di vivibilità adottato nelle città, che influenza più benessere Sociale  o, al contrario,  più esclusione Sociale.

Da qui l’importanza di dar vita ad un modello gestionale di vivibilità Sostenibile  ovvero pensare a progetti che rientrino in un modello di gestione ed economia “circolare” .

Un modello che rimette in circuito il “già utilizzato” riveduto, convertendo la logica del fare nuovo a quella del riciclo e riuso adattato al nuovo impiego, anche nei contesti di vita e relazioni sociali.

In pratica proponiamo:

  • il ri-utilizzo delle strutture esistenti chiuse (no nuove);

  • un migliore utilizzo delle realtà esistenti attraverso concrete sinergie e collaborazioni (senza paure di concorrenza);

  • il riuso di auto-mezzi e dei vari strumenti dismessi e altro; da enti, aziende, ecc…

 

 

Il Principio di sussidiarietà – Art. 118 Costituzione Italiana

Il Principio di sussidiarietà – Art. 118 Costituzione Italiana

Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e
Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei
cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento
di attività di interesse generale, sulla base del
principio della sussidiarietà”.

                Art. 118 Costituzione Italiana

  1. Il Principio di sussidiarietà  Art. 118 Costituzione Italiana  

Il principio di sussidiarietà è regolato dall’articolo 118 della Costituzione italiana, tale principio implica che le diverse istituzioni debbano creare le condizioni necessarie per permettere alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente nello svolgimento della loro attività.

La crescente richiesta di partecipazione dei cittadini alle decisioni e alle azioni che riguardano la cura di interessi aventi rilevanza sociale, presenti nella nostra realtà come in quella di molti altri paesi europei, ha dunque oggi la sua legittimazione nella nostra legge fondamentale.

QuesImmaginet’ultima prevede, dopo la riforma del Titolo V, anche il dovere da parte delle amministrazioni pubbliche di favorire tale partecipazione nella consapevolezza delle conseguenze positive che ne possono derivare per le persone e per la collettività in termini di benessere spirituale e materiale.
I cittadini attivi, applicando il principio di sussidiarietà (art. 118 ultimo comma della Costituzione), si prendono cura dei beni comuni.

Entrambi, volontari e cittadini attivi, sono “disinteressati“, in quanto entrambi esercitano una nuova forma di libertà, solidale e responsabile, che ha come obiettivo la realizzazione non di interessi privati, per quanto assolutamente rispettabili e legittimi, bensì dell’interesse generale; prendendosi cura di beni che son di TUTTI.