La Città da giocare 2017

La Città da giocare 2017

La Città da Giocare è una iniziativa di carattere ambientale, nata dalla richiesta dei bambini consiglieri per avere più spazio nelle strade a cui il Consiglio Comunale ha risposto concedendo, almeno una volta l’anno, le strade per giocare, con l’intento di sensibilizzare la cittadinanza sui rischi dell’inquinamento e sull’uso delle strade anche per i pedoni.

La manifestazione si svolgerà in Viale Gramsci e centro storico domenica 21 maggio 2017 e vedrà un susseguirsi di attività laboratoriali, performance a cura di scuole, associazioni e gruppi sportivi, ispirandosi alla tematica “Gioco con la mia città” che ha caratterizzato le attività dal Laboratorio Città delle Bambine e dei Bambini durante l’anno scolastico 2016/17. (dal sito del Comune di Fano)

All’evento sarà presente anche la nostra Associazione con simpatici intrattenimenti preparati appositamente dai nostri volontari e con lo scopo di presentare e far conoscere ai nostri bambini, i tanti amici della grande famiglia della frutta e della verdura.

Saranno creati giochi didattici per trasmettere ai bambini l’importanza di non sprecare il cibo e per valorizzare la frutta e la verdura come alimenti indispensabili nell’alimentazione per la loro corretta crescita.

Durante la giornata saranno proposte anche attività di laboratorio musicale per la costruzione di strumenti creati con materiali riciclati.

In caso di pioggia la manifestazione sarà rinviata a domenica 4 giugno.

 

 

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Terzo tentativo di Record femminile italiano di Grande Formazione in caduta libera “in ROSA” a Fano – RIUSCITO, bravissime

Terzo tentativo di Record femminile italiano di Grande Formazione in caduta libera “in ROSA” a Fano – RIUSCITO, bravissime

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La scuola di paracadutismo Asd Alimarche, con sede presso l’aeroporto fanese, in collaborazione con l’associazione Turbolenza  torna a richiamare l’attenzioneparacadutisti-420x366 degli appassionati della disciplina con il terzo tentativo di Record femminile italiano di Grande Formazione in caduta libera, che si terrà il prossimo fine settimana, 11 e 12 luglio a Fano, dall’ alba al tramonto.

L’assessore allo Sport e ai Servizi Sociali del Comune di Fano, rispettivamente, Caterina Del Bianco e Marina Bargnesi sono state coinvolte dall’ASD ALIMARCHE che ha deciso di devolvere l’incasso di questa spettacolare giornata in rosa all’Associazione DomoMia di Fano che si occupa di supportare le famiglie monogenitoriali.

Noi dell’Associazione di  DomoMia  siamo onorati di ricevere questa fiducia da parte dell’Amministrazione Comunale ed immensamente grati del contributo che riceveremo da parte degli organizzatori di questa stupenda manifestazione.

frase

Questi Atti solidali, sono uno stimolo per tutti noi a credere maggiormente che siamo sulla strada giusta nell’aiutare le famiglie monoparentali e non solo, che si trovano a vivere situazioni di grande disagio e difficoltà nella vita quotidiana, coinvolgendone anche i propri figli. 

COMPLIMENTI
le ragazze sono riuscite a superare il record

MICROPROGETTO di “CO-HOUSING per GENITORI-SOLI”

MICROPROGETTO di “CO-HOUSING per GENITORI-SOLI”

MICROPROGETTO  di  “CO-HOUSING per GENITORI-SOLI”

L’Associazione DOMOmia insieme al Servizio Sociale della Provincia di Pesaro, hanno avviato nel 2012 una ricerca sulle condizioni abitative delle donne sole del servizio “madri con figli riconosciuti da un solo genitore” di Pesaro, rilevando fra le tante cose che, questi genitori soli pagano affitti da capogiro e sono costretti a chiedere contributi ai comuni che purtroppo utilizzano un fondo regionale per sostenerle e…. purtroppo il fondo regionale ogni anno diminuisce e il numero di richiedenti aumenta e quindi diminuisce la possibilità di accedervi e non solo… “la beffa finale è che tale contributo arriva ben un anno dopo e magari di 500,00 euro totali per un anno intero!” (sono le parole delle donne…).

Dopo 2 anni le situazioni sono peggiorate, non da ultimo l’abolizione delle Provincie che, a causa della male gestione sulla transizione di competenze, ora ci si ritrova con ancora meno fondi disponibili.

Dall’ultimo censimento ISTAT 2011 (dati provvisori) il Totale di abitazioni a Pesaro erano 176.985 di cui 145.022 occupate da residenti e 31.963 non occupate   pari al 22%

Ci CHIEDIAMO, viste le tante case sfitte che ci sono nella nostra Provincia, se fosse almeno possibile ragionare su un loro UTILIZZO SOLIDALE magari accompagnato da interventi specifici dell’Ente pubblico come per es.:

  • uno sgravio IMU per le seconde case impegnate nel progetto Co-Housing-Genitori-Soli affinché la casa si possa rendere disponibile per il mercato di affitto solidale;
  • una assicurazione a copertura degli eventuali danni alle abitazioni;

Cosa chiediamo quindi:

di avere a disposizione casolari, case e appartamenti di qualsiasi metratura da mettere a disposizione del progetto “Co-Housing Genitori-Soli” a diverse condizioni:

  • gratuitamente (per chi decide di dare in comodato all’associazione abitazioni inutilizzate a costo zero per tempi definiti;

  • a pagamento ma a prezzi ribassati rispetto ai costi di mercato, definendo uno specifico accordo territoriale con le 00.SS. volto al contenimento dei prezzi (utilizzando semmai la formula dei cd canoni agevolati), allo scopo di ridurre la % di incidenza sui redditi;

  • di poter usufruire di una polizza assicurativa con copertura costi a carico degli enti pubblici di residenza del nucleo famigliare che possa coprire gli eventuali danni arrecati dal conduttore;

  • di una sostanziale riduzione o cancellazione dell’IMU da parte dei Comuni per i proprietari di seconde case che vengono messe a disposizione di questo progetto.

Gli appartamenti saranno messi a disposizione primariamente in Co-Housing per poter condividere costi tra più madri sole con figli;  ma anche per poter sostenere progetti di “vicinanza di vita”.

IDEA Progetto di “CASA SOLIDALE”

IDEA Progetto di “CASA SOLIDALE”

Il Progetto prevede:

Una CASA SOLIDALE in un contesto di
Comunità agricola multifunzionale e
di 
Centro Servizi integrato di auto-aiuto

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 OBBIETTIVI:

Permettere: alle mamme con figli, le persone, bambini e adolescenti in difficoltà economica e relazionale, dimesse anche dalle comunità terapeutiche, in cerca di usufruire di un centro alternativo che funzioni da “salvagente” fra i Centri, le Comunità e la Società; consentendo così, agli interessati, un periodo di riflessione e di ricerca il più autonoma possibile, per la ri-costruzione del loro progetto di vita, in un ambiente che punti sull’auto-responsabilizzazione e consapevolezza;

Consentire: a tutti i bisognosi, in particolar modo alle madri con figli, la possibilità di iniziare un percorso di inserimento Sociale e lavorativo, per crearsi autonomamente un nuovo progetto di vita; attraverso il supporto di un “clima famigliare” in una struttura autogestita, a cui fare riferimento per nuovi modelli di vita Sociale, atti a riscoprire affetti, sostegno, confronto, dialogo e sicurezza interiore, con la possibilità di una formazione permanente, continua per acquisire nuove abilità e professionalità;

Creare: un Centro Servizi Integrato, anche in città, che funga da perno e supporto a tutte le iniziative rivolte all’inserimento lavorativo e di ricerca casa, raccogliendo e catalogando tutti i dati utili allo scopo (in collaborazione coi sindacati e gli uffici territoriale del lavoro e le varie agenzie interinali); puntando a divenire un punto di riferimento reale sul territorio.

Parliamo di HOUSING SOCIALE

Parliamo di HOUSING SOCIALE

Perché si parla tanto di Housing Sociale?

Perché gli strumenti tradizionali dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) faticano a produrre risposte adeguate!

Ad oggi la domanda di case si è trasformata molto, diventando sempre più complessa e articolata nelle richieste di domande abitative atipiche (causa forte aumento di single, anziani soli, famiglie moncasa biancao-genitoriali, immigrati, lavoratori temporanei, studenti fuori sede, ecc); vi è anche un aumento esponenziale riguardo l’emergenza casa per nuove fasce della popolazione intermedie, fino a pochi anni fa non toccate da questo tipo di disagio e, a causa delle sempre più crescenti difficoltà di coloro che non sono in condizione di accedere a un mutuo, aumenta la necessità di incrementare la disponibilità di alloggi in affitto a canone calmierato.

In questo scenario è cresciuto e sta crescendo sempre più l’interesse per l’Housing Sociale, anche perché da alcuni anni è iniziata, fra molte persone “critiche”, una riflessione sul bisogno di vivere in modo più Sostenibile, in case costruite in maniera più vivibili utilizzando materiali più “naturali” (vedi Bioedilizia); in grado di offrire integrazione tra i servizi abitativi e quelli sociali.

Per cui definire l’Housin Sociale non è cosi semplice, è alquanto complesso, in quanto già nei vari paesi europei dove sono più avanti che da noi in Italia, ne vengono adottate varie definizioni a seconda delle fasce sociali a cui è dedicato; dal metodo di costruzione e risparmi energetici utilizzati per il rispetto ambientale ed il riciclo; dalle modalità di finanziamento dei progetti; dalle forme di possesso degli alloggi; dalla progettazione degli spazi in comune e del  loro modo di utilizzo; dalla gestione più o meno partecipativa.

L’importanza di creare Sostenibilità “circolare”

L’importanza di creare Sostenibilità “circolare”

La crisi attuale è sempre più drammatica e anche nella Provincia di Pesaro/Urbino si assiste a un crescente numero di famiglie alle prese con uno stipendio che non c’è, o non basta più: persone che non riescono a pagare le bollette, i quaderni per i figli, le cure mediche, il mantenimento di un automezzo, nemmeno il cibo e che, sempre più spesso si sono ritrovate con uno sfratto; Famiglie per cui il futuro appare difficile.

Servono risposte straordinarie e la solidarietà di tutti.

L’importanza di creare Sostenibilità “circolare” diventa vitale…

Ormai è universalmente comprovato che è il modello gestionale di vivibilità adottato nelle città, che influenza più benessere Sociale  o, al contrario,  più esclusione Sociale.

Da qui l’importanza di dar vita ad un modello gestionale di vivibilità Sostenibile  ovvero pensare a progetti che rientrino in un modello di gestione ed economia “circolare” .

Un modello che rimette in circuito il “già utilizzato” riveduto, convertendo la logica del fare nuovo a quella del riciclo e riuso adattato al nuovo impiego, anche nei contesti di vita e relazioni sociali.

In pratica proponiamo:

  • il ri-utilizzo delle strutture esistenti chiuse (no nuove);

  • un migliore utilizzo delle realtà esistenti attraverso concrete sinergie e collaborazioni (senza paure di concorrenza);

  • il riuso di auto-mezzi e dei vari strumenti dismessi e altro; da enti, aziende, ecc…